OLTRE LA GRANDE PAURA

La paura della morte e la sua inevitabilità sono stati i fenomeni dominanti che hanno permeato tutta l’umanità dalle origini più remote fino ai giorni nostri. Nell’antichità, il fenomeno della morte veniva utilizzato come grande esperienza costruttiva e in Oriente veniva esplorato scientificamente attraverso la sperimentazione di migliaia di ricercatori. Col passare del tempo è completamente scomparso il rispetto, il mito e il significato profondo, che nell’antichità si esplicava con le cerimonie funebri e nel culto dei morti.
In questa epoca, data la forte mancanza di punti di riferimento, l’uomo moderno tenta disperatamente di rimuovere il fenomeno della morte, ma si trova sempre più impaurito.
Una trance collettiva che, all’incontro inevitabile dell’uomo con la morte, lo trova spiazzato e impreparato. In tal modo, il profondo significato della vita viene snaturato.
La grande paura della morte viene pertanto frantumata in tante piccole paure che si insinuano nella vita dell’individuo: la paura del buio, del vuoto, dell’aereo, l’ipocondria, la claustrofobia, ecc…
Un meccanismo naturale di protezione si trasforma in una serie di blocchi che spesso impediscono una vita piena e consapevole. La rimozione sistematica dell’idea di morte dalla coscienza dell’uomo moderno non aiuta a eludere i problemi, ma spinge ancora di più nell’inconscio la Grande Paura, allontanandolo ulteriormente dalla piena accettazione della vita.
Sauro Tronconi