ESISTERE SENZA PAROLE

La parola è fondamentale espressione della coscienza di sé. La parola che non è un vuoto ripetere senza altri fondamenti che collegamenti di pensieri automatici, o che viene strutturata solo come percorso di espressione di potere o convincimento è brutta, disarmonica, stonata e produce in chi l’ascolta sensazioni e pensieri in quella direzione.
La parola reiterata dai mezzi di informazione e collegata a figure di potere, influenza e convince menti deboli e facilmente condizionabili, ci abitua ad un uso superficiale ed imitativo.
La presenza, l’essere coscienti di sé, ancor prima di esprimere qualcosa attraverso la parola, cambia radicalmente l’energia, la forma, la materia di ciò che vogliamo dire, è allora che la parola diviene una forma altissima di espressione e comunicazione, è allora che cominciamo a riconoscere, tra una parola e l’altra, il suono del silenzio.
Imparare a parlare coscientemente diviene uno strumento per alimentare la percezione del sé , per darsi energia continuamente, mentre la parola automatica è dispersione di forze e automatismo reiterato.
Il linguaggio pur essendo uno strumento di comunicazione diviene spesso, nell’abitudine alla ripetitività, il riflesso della propria confusione mentale, del continuo cicaleccio interiore inconcludente e dispersivo; non è la parola espressione di un pensiero cosciente, ma la parola di reazione automatica .
Sauro Tronconi