Gli archetipi costruttori

La rinascita, la rigenerazione, la resurrezione sono archetipi fondanti in ogni tempo e in ogni cultura. È fondante perché insito nella vita, nell’energia, nell’inevitabile cambiamento.
Rinascere dopo la morte è la continuità della vita, non la ripetizione identica di “quella” vita, rigenerarsi è il fiorire dell’esistenza sulla sua stessa radice e la resurrezione, rappresenta lo spirito che non muore assieme al corpo.

La vita e la sua forza, intrecciata con la morte ed il cambiamento e con la resistenza che ogni essere vivente deve porre in atto per continuare a vivere, un’esplosione continua prima di tutto in noi, e non solo nel corpo ma nella mente e nelle sensazioni.
Simboli potenti che vanno oltre la sfera religiosa, simboli che appartengono alle fondamenta di ciò che sentiamo in noi quando pensiamo, come individui, a noi stessi.

La morte non si sconfigge con l’illusione della vita perpetua e immutabile, di questo siamo certi da tempi immemori, la morte può essere solo inglobata, assorbita ed impastata nell’esistenza.
Per questo, quando un essere umano evolve interiormente, lascia cadere l’attaccamento alle illusioni per andare verso la concretezza, poiché scopre che si può morire molto prima della morte fisica, si può morire non vivendo più, da svegli, il proprio tempo.

Quando apri gli occhi, durante la vita alla vita è sempre una “rinascita”, quando dopo una grande sofferenza senti un refolo di felicità, questa è “rigenerazione”, quando senti che al di là della condizione materiale o dell’età del tuo corpo sei in vita, questa è la sapienza della “resurrezione”.
Simboli potenti che l’Umanità ha sviluppato attraversando lunghissime crisi, carestie, malattie, cataclismi ed estinzioni di massa e che ci hanno aiutato ad amare e a vivere di nuovo.

Archetipi costruiti nella memoria genetica e memetica profonda della nostra specie, fatti per aiutarci ad andare avanti e a migliorarci, fatti per creare nella nostra coscienza e intelligenza lo stimolo dell’evoluzione, fatti per superare ogni ostacolo che ci porti all’estinzione.
Sauro Tronconi

(immagine tratta dal film “Il nome della Rosa” dal romanzo di Umberto Eco)