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Jatismaran – Ipnosi regressiva e memoria verticale – Forlì

L’ipnosi della liberazione: come imparare le tecniche autoipnotiche per agire sulla propria vita.

Jatismaran è una tecnica che induce una leggera ipnosi cosciente e fa parte della tradizione indo-tibetana.
A volte parlare di ipnosi può essere fuorviante, nel senso che ci riconduce a qualche film visto oppure a qualcosa che manipola la mente. Nulla di tutto questo. Gli stati di leggera ipnosi cosciente sono usate in tutte le tradizioni, fin dall’antichità per produrre una condizione in cui vengono diminuite le sovrastrutture psichiche di controllo della realtà. È, detto in parole più semplici, fare in modo che abbiamo accesso alla nostra realtà interiore e alla nostra memoria più facilmente, senza gli ostacoli prodotti dalle difese psichiche.

Altro temine che può essere fraintendibile è “memoria verticale”. Alcune tradizioni usano questo termine per parlare di memorie ancestrali legate alle vite passate o simile, ma la “memoria verticale” è semplicemente una memoria che, attraverso l’approccio emozionale, si è calata in maniera talmente profonda dentro di noi da creare quello che comunemente chiamiamo “carattere”. È una memoria che trae linfa dagli archetipi dell’inconscio collettivo ed elabora continuamente il passato in relazione al presente. Quindi parlare di memoria verticale significa parlare di conoscenza profonda, addirittura viscerale, di sé stessi.

Attraverso le tecniche ipnotiche si possono avere delle profonde liberazioni interiori, come se i nodi dell’esistere venissero sciolti dall’interno, in modo morbido, senza traumi dando semplicemente la possibilità alla mente di ricollocare e rigenerare i circuiti sinaptici e neuronali. Una tecnica “naturale” e non forzata, usata da migliaia di anni per creare delle condizioni ottimali di evoluzione e di chiarezza interiore.
L’ipnosi regressiva è uno stato di rilassamento profondo, in cui la persona mantiene costantemente la consapevolezza di se stessa e di ciò che accade.

Quando si accede a questo stato è possibile recuperare memorie antiche, che talvolta inspiegabilmente raggiungono memorie di epoche lontane che secondo le tradizioni orientali la nostra vita attuale fa parte di un lungo percorso di molte vite oppure semplicemente recuperare una memoria che fa parte dell’intera umanità. Ciascuna esperienza lascia tracce, memorie, tendenze, abitudini, circuiti ripetitivi, spinte evolutive. Con l’ipnosi si genera una condizione di fluidità che permette, senza traumi, alle situazioni di svolgersi, di emergere di aprirsi e svilupparsi.

Perché non è pericoloso? Semplicemente perché è l’individuo che lavora su se stesso mantenendo intatti tutti i sistemi di protezione e sicurezza.

Perché non è una terapia medica? Perché non è invasiva e nemmeno intrusiva e non induce alcun controllo sulle persone ma semplicemente le mette in grado di attivare le loro facoltà. Perché non usa alcun farmaco o sostanza per indurre le persone a cambiare prospettiva verso sé stessi. È un incontro con un esperto che genera attraverso le parole e le induzioni un vantaggioso stato di coscienza per i partecipanti. Durante il seminario saranno sperimentate diverse tecniche ipnotiche in modo da condurre gradualmente gli sperimentatori in una condizione favorevole. Si apprenderanno tecniche che possono essere utilizzate in maniera autonoma per favorire diversi stati quali: rilassamento, capacità di attenzione, presenza a sé stessi, ampliamento delle facoltà mnemoniche. 
Si condurranno i ricercatori ad avere graduali sblocchi della memoria profonda in modo da generare un adattamento personale ai cambiamenti, senza alcuno sforzo percepito.

Sauro Tronconi ha studiato per decenni le tecniche ipnotiche della tradizione orientale come il “Jatismaran”, metodo del quale è uno dei massimi esperti europei e i metodi della tradizione occidentale degli ultimi tre secoli dal 700 sino agli esperimenti dei grandi ipnotisti russi quali Nikolaj Vladimirovič o francesi come Leon Certok e degli sperimentatori americani come Milton Eriksson e Richard Bandler.

Sauro Tronconi ha anche studiato ed approfondito la tradizione antichissima dell’ipnosi popolare o teatrale, risalente alle tradizioni vediche e riportate in molti testi. Egli applica da decenni le tecniche ipnotiche di gruppo nei suoi seminari per favorire apprendimento e capacità di osservazione.

Medici di se stessi – Esercizi di guarigione spirituale nell’antichità – Forlì

“Quando gli umori si mischiano si ha discrasia” diceva Ippocrate.

La guarigione è davvero legata solamente alla malattia? Ci sentiamo malati quando stiamo male, quando abbiamo un disagio, ma siamo certi che la malattia inizi solo quando abbiamo un disagio, solo quando leggiamo il segnale evidente? O più probabilmente, come per tutte le cose dell’esistere, vi è prima un lento accumularsi ed un intrecciarsi di molte cause?

La visione Ippocratica ci indica come prima cosa il mantenimento della salute, una condizione che passa dalla nostra felicità: può sembrare una semplificazione, ma oramai è accertato che i comportamenti vitali, cioè la relazione sana con sé stessi, il sapersi parlare, il darsi fiducia, il creare le condizioni di benessere interiore, producono condizioni ottimali per l’insieme del nostro organismo.

Se ripercorriamo l’antica medicina e le idee dei medici/filosofi dell’antichità comprendiamo subito che l’obbiettivo non è solo curare il corpo, ma l’essere in tutta la sua complessità energetica e relazionale, umanistica e fisica.
Per questo, prima di ogni cosa, l’individuo dovrebbe affinare la propria sensibilità a sé stesso e ai propri segnali, conoscere ciò che lo disturba e gli provoca disagio e generare le condizioni migliori perché questi segnali non si trasformino in quella che comunemente chiamiamo malattia.

Imparare a essere “medici di sé stessi” è un traguardo possibile. Vuol dire innescare tutta una serie di processi che ci permettono di guarire l’anima e di riflesso il corpo. Apprendere che il corpo materiale e spirituale sono fusi indissolubilmente ed il riflesso di uno agisce sull’altro. 
Impareremo quegli “esercizi spirituali” che portano ad uno scorrimento fluido dell’energia, perché la regola fondamentale è che l’energia deve scorrere e dove si formano dighe, blocchi e ristagni iniziano disagi e malattie.

Costruiremo architetture interiori che creino le condizioni migliori per abitare la casa della nostra esistenza interiore e aiutino un sano scambio con gli altri che è la linfa vitale di ogni esistenza.
Quindi la regola d’oro, in controtendenza alla rigidità mentale del fanatico, è quella di non reprimersi, di non obbligarsi, di non mettere l’ideologia alla guida della nostra vita, ma di avere il buon senso di creare, profondamente e con fiducia, la direzione del ben vivere.

Nel seminario verranno applicate antiche strategie che Sauro Tronconi ha ripreso e rielaborato in chiave contemporanea, modalità antropologiche di grande efficacia, non solo per mantenersi “sani”, ma per essere predisposti a una longevità attiva di mente e coscienza. Si può iniziare facilmente un percorso virtuoso che in un breve periodo ci produce risultati evidenti e percepibili, poiché certo lo star male ci dà segnali ma anche lo star bene e in armonia ci dà segnali altrettanto forti.

Centro di gravità permanente – Forlì

(riconoscere in se stessi le enormi forze del creato) 

Formare in se stessi un centro di gravità significa dare energia a quel sé che nel tempo in cui viviamo è solamente individuato con la personalità frontale ed il proprio ego identificato.
Senza nulla togliere alla personalità/ego, che se ben formata ci aiuta nelle faccende quotidiane, se manca l’alimento dato dal sé siamo come piante senza radice, destinati a vagare di vita in vita in circoli viziosi e ripetitivi.

La costruzione del centro magnetico è stato il fulcro di ogni tradizione umana, religiosa e spirituale da sempre, e si deve tornare a mettere in relazione ad una vita sana e piena di senso.

Liberarsi dai veleni della mente – Gli anticorpi della felicità – Forlì

Serata del Metodo Self

Le nuove scoperte ed osservazioni su campioni di umanità ampissimi, possibili grazie all’avvento dell’interconnessione di massa ci hanno dimostrato che la nostra mente, cioè i processi di decodifica e visione di noi stessi e di ciò che ci circonda possono ammalarsi, possono essere contagiati con lo stesso processo che in biologia e virologia chiamiamo infezione, infezione da virus.

  1. Rendere forte la struttura cognitiva senza farla diventare rigida (eccesso di difesa)
  2. Utilizzare lo stesso procedimento usato dai vaccini, stimolare in una direzione precisa il sistema immunitario preparandolo ad una risposta immediata ed automatica in relazione al virus
  3. Interrompere l’automatismo dei cosiddetti neuroni specchio inserendo delle leve emozionali e mnemoniche
  4. Creare una difesa stabile in grado di auto proteggere senza creare schemi comportamentali rigidi.
  5. Ampliare la capacità cognitiva attraverso l’incremento dell’intelligenza emozionale, guidata verso la logica
  6. Abituare il sistema cognitivo ed interpretativo a seguire un ritmo elevato adattandosi al ritmo del nostro tempo
  7. Imparare ad allentare le difese automatiche che ci impediscono di entrare in profondità di conoscenza e sapienza perché tarate ad un livello basso di reattività.

Intelligenza emozionale – Usare l’empatia per oltrepassare i limiti – Forlì

L’intelligenza emozionale è legata al buon vivere e allo sfruttare al meglio le proprie caratteristiche e potenzialità negli affetti, nel lavoro e nelle situazioni a volte ostili.
È quell’intelligenza non necessariamente legata alla genialità in un campo specifico, ma alla miglior qualità possibile in tutti gli ambiti di vita, non è un’intelligenza specialistica, ma di apertura verso tutti gli orizzonti.

L’intelligenza emozionale è direttamente correlata all’empatia, che è strutturale nel nostro sistema cognitivo e senza di essa non avremmo relazione con il mondo. 
L’intelligenza emozionale è l’intelligenza più completa, perché sfruttando la velocità del centro emozionale riesce a percepire ciò che accade nell’insieme tenendo conto di molti fattori contemporaneamente, cosa che attraverso un pensiero logico-deduttivo, avverrebbe in un modo talmente lungo e complicato da perdere il presente dell’evento.

Perché questa nostra intelligenza emozionale inizi a funzionare è importante ricondurre e riscoprire l’emozione come relazione fondante con sé stessi e con il mondo, un’emozione che non è istinto ma percezione sottile di sé stessi in relazione agli altri e al mondo. Attraverso questa forma di intelligenza si ha quindi una percezione che si amplia e si allarga sempre più anziché restringersi.

L’intelligenza emozionale, per essere pienamente attiva ha bisogno di alcuni presupposti che proprio in questo seminario andremo a stimolare così da:

  • avere una mente sufficientemente sgombra da processi di pensiero automatici in modo da avere lucidità di visione e di pensiero
  •  avere una buona capacità di osservare e ascoltare sé stessi in modo da non confondere i nostri desideri reali da quelli indotti
  • avere capacità di ascolto degli altri e della realtà che ci circonda il più possibile scevra da giudizi preconcetti o ideologici
  • saper mantenere un sistema psicofisico elastico e malleabile anche nelle situazioni più complesse
  •  saper accettate senza essere spaventati il nostro potenziale emozionale che è ricco di informazioni e di opportunità più di qualsiasi altro processo mentale o cognitivo.

Amarsi per essere amati – Forlì

Serata del Metodo Self

“Ama il prossimo tuo come te stesso” non è solo un’azione altruista, ci parla di una condizione fondamentale nello sviluppo interiore, la capacità di amarsi. Un amore dato a se stessi nel senso più alto, non certo come atto egoistico, ma come relazione con il cosmo e la bellezza.

La spiritualità del corpo – Forlì

 

La spiritualità del corpo
Dalla spiritualità alla bioenergetica passando dal corpo

Di solito non si definisce la nevrosi come paura della vita, ma è proprio questo che è: il nevrotico ha paura di aprire il proprio cuore all’amore, paura di scoprirsi o di farsi valere, paura di essere pienamente se stesso.” Alexander Lowen

Al di là dell’ideologia, quando un individuo inizia a diventare più sensibile, ad avere una percezione della sua vita più intensa e profonda, apre una porta che inizia a veicolare una enorme quantità di energia e relazione con ciò che lo circonda, con la sensazione di perdere quel controllo legato al suo io e alla sua identità che tanto faticosamente ha costruito nel corso della sua vita. Ha l’impressione di essere trascinato fuori dal suo spazio di sicurezza, dai suoi limiti. Essere più vivi e vere più sentimenti fa paura. Se una persona è sana vuole essere più viva e sentire di più ed è normale avere paura del cambiamento.

Cambiare, crescere, evolvere significa prima di tutto accettare di sentirsi; Lowen ci indica la strada maestra, il corpo: è dal corpo che si deve iniziare ad avere percezione di Sé, il corpo non mente e vive nel presente pur avendo una profonda memoria. Normalmente, l’individuo che riesce ad abbattere in modo significativo gli attriti determinati dalle spinte interiori, si scuote dal suo torpore in relazione ad eventi eclatanti o a shock, questo individuo ha ben registrato in automatico che sentire ed essere vivi lo pone in una situazione di crisi e ne ha paura, una paura che normalmente non si palesa direttamente. Molti sviluppano sistemi anestetici si affaccendano continuamente per non sentire, diveniamo frenetici ingigantendo i problemi quotidiani e trasformandoli in nevrosi per non incontrare noi stessi ci teniamo occupati con problemi che dobbiamo far diventare sempre impellenti, non contenti cerchiamo di appesantire il coperchio sulla nostra essenza con droghe di ogni tipo dall’alcool agli psicofarmaci, bloccando ogni spinta evolutiva interiore che diviene fonte di sofferenza perché ci ostiniamo a combattere e reprimere la nostra natura profonda che è sempre evolutiva.

Poi la ciliegina sulla torta è data dal fatto che ci convinciamo e cerchiamo continui rafforzi esterni per confermarci che la vita sia da dominare, da piegare alle nostre esigenze, senza comprendere che null’altro facciamo che spegnere la parte più importante e vitale del nostro essere. Crediamo che abbandonarsi alle emozioni sia pericoloso, siamo tenuti a dimostrare di essere e non a essere realmente, fare di più e sentire di meno, la frenesia come realtà di vita mentre ci illudiamo che questo ci renda felici e dia un senso alla nostra esistenza.

Alexander Lowen ritrova il corpo, dice chiaramente che noi siamo prima di tutto corpo nel mondo e cerca attraverso la semplicità e la chiarezza del corpo di liberare le emozioni e le spinte evolutive più potenti, in qualche modo inverte il processo, non più vedere solo l’uomo attraverso la mente o attraverso la coscienza, ma dal corpo alla coscienza di sé.

• Il grounding di Lowen diviene integrale se cominciamo a percepire noi stessi, i nostri processi, l’insieme di ciò che siamo. Il grounding diviene un simbolo, come direbbe Jung, del nostro rapporto con la realtà.

• La pancia e la respirazione addominale. L’approfondire la respirazione, l’allentare le tensioni che costringono le pulsioni dell’energia sessuale, come indica Lowen diventano simbolo di soddisfazione, felicità, affettività completezza vitale e intelligenza del vivere.

• Il mio corpo nel mondo è accettazione della materia, ma diviene anche attraverso la percezione di se stessi, non solo mentale ma anche di emozione e sensibilità, individuo reale nel mondo.

• La spiritualità non è più un elemento distaccato e mentale del nostro vivere ma parte integrante della realtà, una vela che ci spinge verso nuove mete da esplorare.

I segreti della meditazione – i 7 livelli dello stato sognante e i 7 livelli dello stato cosciente – Forlì

Coloro che fuggono dal mondo per paura, non raggiungeranno mai la meditazione. Per vite intere possono stare seduti nelle grotte himalaiane, ma non raggiungeranno mai la meditazione. Non è possibile, non l’hanno guadagnata. Prima è necessario guadagnarla nel mondo; prima è necessario preparare il terreno” (Osho Rajneesh)

La meditazione può esistere, non fuggendo dal mondo reale, ma facendo di questo il terreno ove noi esistiamo. Un terreno di osservazione e di sperimentazione continua.
Ma basta sperimentare per evolvere e raggiungere lo stato di coscienza? È vero che qualsiasi esperienza conduce alla consapevolezza di sé?

Solo la capacità di essere presenti e osservare se stessi nell’esperienza che si sta vivendo può renderci consapevoli e creare la “realizzazione” dentro di noi.
In questo particolare seminario, usando una serie di tecniche originali avremo strumenti preziosi per osservare, attraverso l’individuazione di macroaree, come trasformare ogni esperienza in un fruttuoso spunto di comprensione.

Alcune Antiche Scuole orientali hanno conservato preziose tecniche che ci danno la possibilità di trasformare ciò che esperiamo e osserviamo, in cristallizzazione esserica. Esse dividono gli stati del sonno e della coscienza i 7 passaggi, che non corrispondono affatto a 7 diverse tipologie dell’essere umano, ma a 7 modalità di esperire coscientemente attraverso strumenti differenti, nella nostra vita quotidiana.

Una serata aperta a tutti coloro che vogliono sperimentare lucidamente, con una visione nuova e moderna i più antichi metodi di evoluzione interiore. Per comprendere oggi come in antichità, che l’uomo è artefice del proprio destino, del proprio tempo, e della propria cultura.

Gurdjieff e la pratica della Quarta Via – Forlì

“Perché non tutti gli uomini possono svilupparsi e divenire esseri differenti?” La risposta è molto semplice: “Perché non lo desiderano.” Gurdjieff

 Una serata pratica per mettere in atto azioni e sperimentazioni che rendono svegli e presenti. Non una pratica filosofica di ragionamento intellettuale, bensì un insieme reale di tecniche per portare il ricercatore a comprensioni del proprio stato di coscienza, della propria emozionalità, della propria essenza.

Non è un lavoro psicoanalitico a seguire le mode imperanti che vogliono mostrare l’evoluzione dell’Uomo relegata alla cura e alla terapia, come se la mancanza di consapevolezza di sé fosse una malattia da curare.
E’ una serata adatta a tutti coloro che hanno semplicemente voglia di cambiare il loro punto di vista e di fare, su se stessi, osservazioni inusuali, per creare aperture e pensieri nuovi.

La pratica della quarta via ci parla di una antichissima tradizione trasversale alla storia e alle religioni, ci parla ancora oggi di uomini e donne che semplicemente vogliono vivere nella loro casa, nelle loro famiglie ed affetti, una vita più reale e oggettiva senza essere trascinati dagli eventi esterni.

Muladhara Advanced – Forlì

MULADHARA ADVANCED

 

“Quando è il tuo aspetto, il tuo corpo, quello che gli altri vedono in te, la cosa più preziosa della tua vita; nella morte tu lasci tutto questo, e allora la morte può essere solo disperazione, ma col tempo qualcosa in noi può mutare e divenire qualcosa di più profondo dentro, che è quell’unica goccia che resta quando l’attaccamento scompare, inevitabilmente scompare.”

Seminario ove si approfondisce la stimolazione di “Alla radice dell’essere, Muladhara il superamento degli ostacoli”, riservato a coloro che hanno partecipato al seminario di primo livello.
L’approfondimento conterrà una nuova attivazione/stimolazione inerente al chakra di base con una tecnica correlata da eseguire a casa.

In questo nuovo seminario, oltre alla stimolazione di Muladhara e all’approfondimento con tecniche adatte, vi sarà un simbolo tradizionale legato alla trasformazione, legato al mutamento. Un simbolo che arriva dall’Egitto, sino alla antica Grecia sino ai principi Etruschi pitagorici, potente, mutante e di grande forza trasformativa.
Per imparare davvero l’arte del mutamento è necessario lasciar cadere l’attaccamento, per far ciò l’Uomo deve avere un forte radicamento ed una chiara visione.

“Le radici, nessuno può fare nulla se non ha un punto di partenza certo, nessun viaggio può partire da ciò che non è altrimenti quel viaggio sarà tutta un’illusione. Se non accettiamo fino in fondo dove siamo, come siamo, chi siamo e sappiamo guardarlo senza giudizio, senza paura, senza sovraccaricare di tutto ciò che la nostra mente ci dice, non potremo fare nulla, tutto ciò che faremo o che ci sembrerà di fare si sgretolerà, tutto ciò che pensiamo, sarà diverso nella realtà.”