Descrizioni e approfondimenti dei Seminari

Puoi sperimentare il Metodo Self in diverse tipologie di evento:
serate di due ore,  giornate di sei ore, seminari di due giorni o residenziali di più giornate.
Sei interessato e vuoi provare? Contattaci!
Scegli tu i seminari ed il percorso che vuoi seguire, a seconda dei tuoi interessi o delle località a te più vicine o facili da raggiungere.

IntroduzioneI seminari fondantiBioenergetica: arrendersi al corpo per superare la pauraFactfullness: cambiare la vita partendo dai fatti reali L'esoterismo della quarta via - Gurdjieff tra Oriente ed OccidenteIntelligenza emozionale: usare l’empatia per oltrepassare i limitiJatismaran: ipnosi regressiva e memoria verticaleMedici di sé stessi: esercizi di guarigione spirituale nell’antichitàRelationships: relazioni dal cuoreI percorsi del Metodo Self a Imola

Conoscersi e conoscere, comprendere le dinamiche della relazione con se stessi e con il mondo, ritrovare un senso della vita a volte smarrito, coltivare quella spinta spirituale insita in tutti gli esseri umani senza aderire ad un credo o ad una religione… forse semplicemente imparare a “star bene” e ad “essere nel luogo giusto al momento giusto”.
Il Metodo Self nasce proprio da questa esigenza e per praticarlo occorre semplicemente “non credere”, non cercare inutili soluzioni buone per tutti, ma avere il coraggio e l’intelligenza di percepirsi
come individui unici alla ricerca della propria strada nella vita e nel mondo.

Sauro Tronconi, creatore di questo Non-Metodo, ama dire: ”funziona solo se non ci credi” perché fondamentale è la differenza fra credere ed avere fiducia. Il credere ti annulla in funzione di una ideologia o di una religione. La fiducia presuppone invece imparare a vedere se stessi, poi iniziare a fidarsi delle proprie azioni, creando una solidità interiore che ti apre agli altri e al mondo senza troppe paure, perché sai di poter contare sempre su di te.
Ma per essere consapevole non puoi usare solo la mente, la lettura, il ragionamento, la riflessione; per essere consapevole devi usare tutto te stesso, il corpo, la mente, le emozioni, i pregi e i difetti, le
esperienze passate e presenti, belle o brutte che siano.

Devi imparare a vedere il mondo con occhi nuovi o meglio con i tuoi occhi invece che con quelli degli altri; devi imparare ad essere morbido e solido al tempo stesso come una canna di bambù che nemmeno un forte vento riesce a spezzare.
Ma soprattutto devi imparare a vivere nel presente senza rimpianti per il passato e illusioni nel futuro, perché solo nel presente puoi godere della tua vita.

Il Metodo Self ti accompagna in questo cammino. 
Ti offre strumenti ma non ti suggerisce scelte, perché la libertà sta proprio nella capacità di scegliere. Ti mette a disposizione strumenti per liberarti da quei condizionamenti che ammorbano la tua esistenza, ma non ti dirà mai come devi vivere o cosa devi fare.

 

Come nasce il Metodo Self e la ricerca di Sauro Tronconi

“Metodo Self” è un termine arrivato nel tempo come abbreviazione di un termine troppo lungo e farraginoso: Self Awareness Growing Process (Processo di crescita dell’auto-consapevolezza) che meglio descrive il vero significato. Il Metodo Self è in realtà quello che ho deciso di condividere della mia ricerca personale iniziata da quando
avevo poco più di vent’anni e che continua tutt’ora.
Per questo non è un metodo statico sempre uguale a se stesso, ma cambia e si evolve continuamente soprattutto in relazione al mio incontro con le persone, nei seminari, nelle conferenze e nella vita di tutti i giorni, a quello che accade nel mondo e alle mie ricerche che sono la vera passione della mia vita.
Non è un vero metodo perché ogni cosa che interagisce con persone diverse muta e genera stimoli differenti. (Sauro Tronconi)


Vi sono esperienze che sono alla base della formazione di ciascuno di noi. Il Metodo Self ha radici molteplici e quindi origini diverse, dalle quali ho tratto linfa per rendere completo e profondo il percorso di consapevolezza del sé. Se mancano le radici e le fondamenta nulla si può costruire, potremmo avere l’illusione di farlo ma, in breve, tutto si sgretolerebbe.
Queste fondamenta sono la percezione reale di noi stessi e di noi in relazione al mondo che ci circonda, una percezione che va continuamente “rinfrescata” per seguire il cambiamento incessante, che a volte ci spaventa, ma che è stimolo continuo alla nostra vita.

Per rendere possibile la costruzione delle basi ho ideato alcuni seminari che ho chiamato “fondanti”, utili a chi si avvicina al lavoro, perché aiutano a scoprire se stessi, ma utilissimi anche per chi ha intrapreso da tempo questo percorso, perché troppo spesso appare scontato ciò che è nuovo ogni giorno.

Questi seminari saranno proposti pressoché in ogni città in modo da costruire, per chi volesse farlo, un percorso base di consapevolezza, utile per comprendere al meglio seminari più specifici che richiedono un po’ di allenamento ad incontrare se stessi in maniera inconsueta.

Bioenergetica:
arrendersi al corpo per superare la paura

Creiamo le condizioni per stare bene
Benessere, felicità, affetto, amore, ogni sensazione positiva genera una spinta nella direzione che le imprimiamo. Sappiamo che ogni cosa, anche un’emozione o un desiderio, se non viene continuamente alimentato perde la sua spinta iniziale sino ad esaurirsi. Talvolta le emozioni e i sentimenti legati all’ansia, alla paura, alla sofferenza, pur perdendo la loro spinta iniziale si incistano nel corpo, nella corazza muscolare o nelle reazioni neuro identificative, generando così un’energia che in modo inconscio e sotterraneo le continua in modo subdolo ad alimentare.

Alimentiamo il benessere
Impariamo a non alimentare ciò che rende la vita difficile, a non alimentare rabbia, stress, frustrazione, insoddisfazione, sfiducia verso sé stessi, demotivazione, tutto questo ci indebolisce e non porta ad alcunché. Ma dentro di noi si insinua una modalità di comportamento e di pensiero che diventa un’abitudine e ci fa agire in maniera automatica ogni volta che si generano condizioni simili. Queste azioni automatiche portano energia e rafforzano ancora di più il trauma. La bioenergetica può essere un valido strumento per togliere energia alle “emozioni ed azioni negative” che generiamo in automatico: leviamo loro energia, depotenziando ciò che ci avvelena alimentiamo il benessere. Potremo, da subito, verificare come si alza il nostro livello di benessere.

Arrendersi al corpo per superare la paura
Cambiamo la struttura automatica della paura che mina dall’interno ogni azione rivolta al cambiamento. Per farlo impariamo a conoscere il meccanismo della paura, quando compare, come si manifesta, le sensazioni fisiche che ci provoca. La paura verso ciò che si conosce diminuisce immediatamente, se a questo aggiungiamo una serie di tecniche che allentano lo stato di blocco e di contrazione correlati alla paura, inizieremo ad utilizzare l’energia ritrovata e non sprecata nella tensione per generare una forza interiore attiva, che ci fa diventare più capaci di prendere decisioni per la nostra vita e quindi ci rende più forti.
Se si mettono in atto delle strategie risananti si vedono subito i risultati, ma occorre un piccolo sforzo.
Quando impariamo a riconoscere la paura, le sue cause e i suoi effetti, basta una piccola azione volontaria per spezzare il meccanismo. Questo non significa che non avremo mai più paura, ma che quando compare sappiamo mettere in atto quelle strategie che le impediscono di autoalimentarsi. Impareremo ad utilizzare le giuste tecniche, il giusto respiro, la giusta relazione con noi stessi. Per questo servirà una piccola azione volontaria che sarà ampiamente ripagata dal risultato raggiunto.

Alimentare la percezione positiva di se stessi
Un altro aspetto che non dovrebbe mai passare in secondo piano è imparare a non dare attenzione e vedere solo ciò che non si ha, o non si pensa di avere, ma guardare quello che si ha: le nostre caratteristiche, i nostri punti di forza, quelle capacità a cui non facciamo neppure caso. Osservarli e partire da questi punti per creare le nostre ancore, il nostro grounding, i punti di sicurezza attorno ai quali sviluppare altre potenzialità e rafforzarci in quelle che consideriamo le nostre lacune e debolezze.

In questo seminario Sauro Tronconi che è stato allievo diretto di Alexander Lowen, il padre della bioenergetica moderna, ci condurrà attraverso esercizi che coinvolgono il corpo, la mente e le emozioni a generare una condizione attiva di benessere, e ci istruirà a vedere e continuare a rafforzare in noi abitudini benefiche e durature.

Factfullness:
cambiare la vita partendo dai fatti reali

 

La nostra vita può davvero migliorare. Migliorare nei rapporti affettivi, migliorare nella capacità di fare scelte giuste al momento giusto, migliorare nel trovare la felicità e lo stare bene nel tempo reale in cui viviamo senza rimandare.
C’è un metodo, antichissimo e attualissimo per ottenere facilmente questo! Uscire dal “grande incantamento interiore” per incontrare la realtà, sarà la realtà, insieme alla condizione oggettiva del vivere, a guidarci inevitabilmente verso ciò che è giusto per noi, per il semplice fatto che: tutti “vogliamo al fine stare bene”.

Perché questo processo non accade, cosa lo impedisce? Partiamo da un presupposto fondamentale: i problemi che generano disagio e dolore non hanno lo stesso effetto su tutte le persone. Quello che genera disagio e dolore è la percezione del problema e la percezione della sua dimensione. Molti sono i condizionamenti esterni ed interni che dirigono la percezione del problema, ingigantendone o diminuendone l’importanza. Molte sono le abitudini a percepire sempre prima l’aspetto negativo, anziché quello positivo. Percepire gli eventi nella direzione “vera e giusta”, che non significa affatto sminuirli, inizia a porre le basi per una soluzione concreta, basata sulla realtà, anziché sulla percezione della realtà. Si evita in questo modo la lamentazione interiore, la visione paurosa e pessimistica della vita, la mancanza di fiducia negli altri a priori.

Cominciamo a porci alcune domande:
– perché prestiamo più attenzione alle notizie negative, quelle che ci danno l’impressione che tutto stia andando inesorabilmente a rotoli?
– perché ingigantiamo le immagini pessimistiche e negative della nostra esistenza anche quando sono di più quelle positive?
– quali strumenti abbiamo per interpretare noi stessi nel mondo in perenne mutamento in cui viviamo?
– come possiamo far fronte alla valanga di notizie deprimenti che ci arriva dai media, dai social, dalla politica?
– di quali irragionevoli pregiudizi è vittima il nostro pensiero? E quali conseguenze, spesso drammatiche, questa visione del mondo e di noi stessi genera nella nostra vita?

Sveleremo un segreto potente: uscire dalle illusioni di consolazione e di speranza che nascondono scomode verità, non ci procurerà un dolore incolmabile, ma ci donerà una vita sana, piena di luce e di possibilità. Perché il cambiamento vero può nascere solo dalla percezione della realtà, mai dall’illusione.
Quando potremo sfruttare a pieno queste possibilità? Quando saremo pronti? La risposta è “Adesso e subito”. La prima lezione è smettere di tergiversare ed iniziare a “fare” subito partendo da ciò che si è.

Sauro Tronconi, attraverso, la sua metodologia, ci metterà in condizione di vedere sempre meglio e più chiaramente la realtà in cui viviamo e quali azioni compiere concretamente per noi stessi.
Sfruttando le tecniche di De-Hipnos impareremo a non pensare alla nostra vita attraverso i pregiudizi degli altri e scopriremo come possiamo facilmente essere liberi di vivere!

 

L’esoterismo della quarta via
Gurdjieff tra Oriente ed Occidente

“La questione non è il perché ma il come. Non cambierà nulla ragionando sul perché hai perso il gregge stando seduto dentro la tenda, quello che importa è ritrovarlo presto, quindi muoviti e vallo a cercare.” (Vecchio detto persiano)

Sauro Tronconi propone in questo percorso una serie di informazioni e tecniche maturate in oltre 30 anni di esperienza e seminari. Ci conduce con pazienza verso concetti complessi sulla realtà del vivere. Per far questo usa l’antico metodo maieutico, cioè creando le condizioni perché ognuno, al proprio livello, possa praticare e sviluppare un gradino di comprensione che lo porti a sperimentare concretamente nella quotidianità.

La sperimentazione pratica delle tecniche di risveglio genera in maniera istantanea un cambiamento di stato interiore, ma questo non fa certo comprendere come sia accaduto tale miracolo.

La “quarta via” è sempre stata svelata, non ci sono segreti per chi guarda con cuore e animo innocenti: l’occhio è “svelato”, vede senza riflessi.

È a chi non vede che si rivolge la pratica esoterica, poiché coloro che non vedono non sarebbero capaci di interpretare le indicazioni.

È la pratica dell’Uomo che ha già visto e fatto ogni cosa, che ha pregato in mille lingue, che ha attraversato deserti e montagne, che ha combattuto in innumerevoli guerre ed è stato monaco per mille vite. Egli non desidera più ripetere, non è interessato alle disquisizioni dei Pandit; egli vuole andare verso il divino, verso la luce e lo vuole fare direttamente senza perdersi nel labirinto e senza avere alcuno che veda per lui. Il suo obbiettivo è la verità.

L’esoterismo della quarta via è ben conosciuto dalla tradizione ortodossa cristiana come da quella dell’Islam spirituale: imparare le leggi e le tradizioni vale sino a un certo livello, poi è necessario sviluppare volontà per esistere.

Ritrovare le antichissime pratiche di risveglio e applicarle non è poi così difficile; il difficile è comprendere sino in fondo all’anima ciò che si genera in noi. “Se non hai mai visto la luce, ciò che immagini non può essere che una lontanissima iridescenza.”

 

Intelligenza emozionale:
usare l’empatia per oltrepassare i limiti

L’intelligenza emozionale è legata al buon vivere e allo sfruttare al meglio le proprie caratteristiche e potenzialità negli affetti, nel lavoro e nelle situazioni a volte ostili.
È quell’intelligenza non necessariamente legata alla genialità in un campo specifico, ma alla miglior qualità possibile in tutti gli ambiti di vita, non è un’intelligenza specialistica, ma di apertura verso tutti gli orizzonti.

L’intelligenza emozionale è direttamente correlata all’empatia, che è strutturale nel nostro sistema cognitivo e senza di essa non avremmo relazione con il mondo. 
L’intelligenza emozionale è l’intelligenza più completa, perché sfruttando la velocità del centro emozionale riesce a percepire ciò che accade nell’insieme tenendo conto di molti fattori contemporaneamente, cosa che attraverso un pensiero logico-deduttivo, avverrebbe in un modo talmente lungo e complicato da perdere il presente dell’evento.

Perché questa nostra intelligenza emozionale inizi a funzionare è importante ricondurre e riscoprire l’emozione come relazione fondante con sé stessi e con il mondo, un’emozione che non è istinto ma percezione sottile di sé stessi in relazione agli altri e al mondo. Attraverso questa forma di intelligenza si ha quindi una percezione che si amplia e si allarga sempre più anziché restringersi.

L’intelligenza emozionale, per essere pienamente attiva ha bisogno di alcuni presupposti che proprio in questo seminario andremo a stimolare così da:

  • avere una mente sufficientemente sgombra da processi di pensiero automatici in modo da avere lucidità di visione e di pensiero
  •  avere una buona capacità di osservare e ascoltare sé stessi in modo da non confondere i nostri desideri reali da quelli indotti
  • avere capacità di ascolto degli altri e della realtà che ci circonda il più possibile scevra da giudizi preconcetti o ideologici
  • saper mantenere un sistema psicofisico elastico e malleabile anche nelle situazioni più complesse
  •  saper accettate senza essere spaventati il nostro potenziale emozionale che è ricco di informazioni e di opportunità più di qualsiasi altro processo mentale o cognitivo.

 

Jatismaran:
ipnosi regressiva e memoria verticale

L’ipnosi della liberazione: come imparare le tecniche autoipnotiche per agire sulla propria vita.

Jatismaran è una tecnica che induce una leggera ipnosi cosciente e fa parte della tradizione indo-tibetana.
A volte parlare di ipnosi può essere fuorviante, nel senso che ci riconduce a qualche film visto oppure a qualcosa che manipola la mente. Nulla di tutto questo. Gli stati di leggera ipnosi cosciente sono usate in tutte le tradizioni, fin dall’antichità per produrre una condizione in cui vengono diminuite le sovrastrutture psichiche di controllo della realtà. È, detto in parole più semplici, fare in modo che abbiamo accesso alla nostra realtà interiore e alla nostra memoria più facilmente, senza gli ostacoli prodotti dalle difese psichiche.

Altro temine che può essere fraintendibile è “memoria verticale”. Alcune tradizioni usano questo termine per parlare di memorie ancestrali legate alle vite passate o simile, ma la “memoria verticale” è semplicemente una memoria che, attraverso l’approccio emozionale, si è calata in maniera talmente profonda dentro di noi da creare quello che comunemente chiamiamo “carattere”. È una memoria che trae linfa dagli archetipi dell’inconscio collettivo ed elabora continuamente il passato in relazione al presente. Quindi parlare di memoria verticale significa parlare di conoscenza profonda, addirittura viscerale, di sé stessi.

Attraverso le tecniche ipnotiche si possono avere delle profonde liberazioni interiori, come se i nodi dell’esistere venissero sciolti dall’interno, in modo morbido, senza traumi dando semplicemente la possibilità alla mente di ricollocare e rigenerare i circuiti sinaptici e neuronali. Una tecnica “naturale” e non forzata, usata da migliaia di anni per creare delle condizioni ottimali di evoluzione e di chiarezza interiore.
L’ipnosi regressiva è uno stato di rilassamento profondo, in cui la persona mantiene costantemente la consapevolezza di se stessa e di ciò che accade.

Quando si accede a questo stato è possibile recuperare memorie antiche, che talvolta inspiegabilmente raggiungono memorie di epoche lontane che secondo le tradizioni orientali la nostra vita attuale fa parte di un lungo percorso di molte vite oppure semplicemente recuperare una memoria che fa parte dell’intera umanità. Ciascuna esperienza lascia tracce, memorie, tendenze, abitudini, circuiti ripetitivi, spinte evolutive. Con l’ipnosi si genera una condizione di fluidità che permette, senza traumi, alle situazioni di svolgersi, di emergere di aprirsi e svilupparsi.

Perché non è pericoloso? Semplicemente perché è l’individuo che lavora su se stesso mantenendo intatti tutti i sistemi di protezione e sicurezza.

Perché non è una terapia medica? Perché non è invasiva e nemmeno intrusiva e non induce alcun controllo sulle persone ma semplicemente le mette in grado di attivare le loro facoltà. Perché non usa alcun farmaco o sostanza per indurre le persone a cambiare prospettiva verso sé stessi. È un incontro con un esperto che genera attraverso le parole e le induzioni un vantaggioso stato di coscienza per i partecipanti. Durante il seminario saranno sperimentate diverse tecniche ipnotiche in modo da condurre gradualmente gli sperimentatori in una condizione favorevole. Si apprenderanno tecniche che possono essere utilizzate in maniera autonoma per favorire diversi stati quali: rilassamento, capacità di attenzione, presenza a sé stessi, ampliamento delle facoltà mnemoniche.
Si condurranno i ricercatori ad avere graduali sblocchi della memoria profonda in modo da generare un adattamento personale ai cambiamenti, senza alcuno sforzo percepito.

Sauro Tronconi ha studiato per decenni le tecniche ipnotiche della tradizione orientale come il “Jatismaran”, metodo del quale è uno dei massimi esperti europei e i metodi della tradizione occidentale degli ultimi tre secoli dal 700 sino agli esperimenti dei grandi ipnotisti russi quali Nikolaj Vladimirovič o francesi come Leon Certok e degli sperimentatori americani come Milton Eriksson e Richard Bandler.

Sauro Tronconi ha anche studiato ed approfondito la tradizione antichissima dell’ipnosi popolare o teatrale, risalente alle tradizioni vediche e riportate in molti testi. Egli applica da decenni le tecniche ipnotiche di gruppo nei suoi seminari per favorire apprendimento e capacità di osservazione.

 

Medici di sé stessi: esercizi di guarigione spirituale nell’antichità

“Quando gli umori si mischiano si ha discrasia” diceva Ippocrate.
La guarigione è davvero legata solamente alla malattia? Ci sentiamo malati quando stiamo male, quando abbiamo un disagio, ma siamo certi che la malattia inizi solo quando abbiamo un disagio, solo quando leggiamo il segnale evidente? O più probabilmente, come per tutte le cose dell’esistere, vi è prima un lento accumularsi ed un intrecciarsi di molte cause?

La visione Ippocratica ci indica come prima cosa il mantenimento della salute, una condizione che passa dalla nostra felicità: può sembrare una semplificazione, ma oramai è accertato che i comportamenti vitali, cioè la relazione sana con sé stessi, il sapersi parlare, il darsi fiducia, il creare le condizioni di benessere interiore, producono condizioni ottimali per l’insieme del nostro organismo.

Se ripercorriamo l’antica medicina e le idee dei medici/filosofi dell’antichità comprendiamo subito che l’obbiettivo non è solo curare il corpo, ma l’essere in tutta la sua complessità energetica e relazionale, umanistica e fisica.
Per questo, prima di ogni cosa, l’individuo dovrebbe affinare la propria sensibilità a sé stesso e ai propri segnali, conoscere ciò che lo disturba e gli provoca disagio e generare le condizioni migliori perché questi segnali non si trasformino in quella che comunemente chiamiamo malattia.

Imparare a essere “medici di sé stessi” è un traguardo possibile. Vuol dire innescare tutta una serie di processi che ci permettono di guarire l’anima e di riflesso il corpo. Apprendere che il corpo materiale e spirituale sono fusi indissolubilmente ed il riflesso di uno agisce sull’altro.
Impareremo quegli “esercizi spirituali” che portano ad uno scorrimento fluido dell’energia, perché la regola fondamentale è che l’energia deve scorrere e dove si formano dighe, blocchi e ristagni iniziano disagi e malattie.

Costruiremo architetture interiori che creino le condizioni migliori per abitare la casa della nostra esistenza interiore e aiutino un sano scambio con gli altri che è la linfa vitale di ogni esistenza.
Quindi la regola d’oro, in controtendenza alla rigidità mentale del fanatico, è quella di non reprimersi, di non obbligarsi, di non mettere l’ideologia alla guida della nostra vita, ma di avere il buon senso di creare, profondamente e con fiducia, la direzione del ben vivere.

Nel seminario verranno applicate antiche strategie che Sauro Tronconi ha ripreso e rielaborato in chiave contemporanea, modalità antropologiche di grande efficacia, non solo per mantenersi “sani”, ma per essere predisposti a una longevità attiva di mente e coscienza. Si può iniziare facilmente un percorso virtuoso che in un breve periodo ci produce risultati evidenti e percepibili, poiché certo lo star male ci dà segnali ma anche lo star bene e in armonia ci dà segnali altrettanto forti.

Relationships: relazioni dal cuore

“Crescere non è imparare le regole comportamentali o i trucchi della comunicazione, ma sviluppare una capacità empatica che dia modo alla sensibilità intuitiva ed immediata di entrare in relazione con l’altro. Questo può accadere solamente se decidiamo di rischiare e di concedere il nostro cuore.” Sauro Tronconi

Amarsi, essere capaci di avere uno sguardo interiore genera una condizione “amorevole” che viene percepita dagli altri.
Esiste una metodologia per incrementare in maniera soddisfacente ed esponenziale la nostra capacità relazionale; esiste un metodo per andare dalla mente al cuore senza perdere la capacità razionale.
Se la tua vita è legata alle relazioni, la cosa più importante è essere nel posto giusto al momento giusto. Ed essere nell’anima del cuore ci pone sempre nella situazione reale del nostro sentire e ciò provoca una immediata reazione da parte degli altri. Si può generare dall’anima del nostro cuore una pulsazione che coinvolge gli altri e li mette in sintonia con noi.
Ma non dobbiamo dimenticare che per avere sani rapporti con gli altri è fondamentale essere in pace con sé stessi.
L’identificazione con desideri, paure, sfiducia crea una condizione malata che non solo non ci fa ottenere l’oggetto della nostra brama, ma ci crea perenne ansia. Diventiamo brutti, emaniamo sofferenza, diventiamo repellenti. Oppure troviamo comunanza con individui nella nostra stessa condizione che proiettano su di noi i loro bisogni e desideri in un rapporto puramente illusorio.
Siamo esseri sociali e la nostra felicità passa anche dal rapporto che abbiamo con gli altri. A volte il grande fraintendimento ci porta a non essere noi stessi pur di piacere agli altri, sprecando le potenzialità della nostra unicità per compiacere, dimenticando la nostra bellezza per dare energia a maschere che spesso ci rendono ridicoli.
Puntare alla bellezza della propria unicità significa dare energia alla crescita interiore, alla creazione del proprio animo e della gioia di esistere, aumentare l’autostima e permetterci di riconoscere le nostre peculiarità e riconoscere quale alimento ci serve per incontrare i cambiamenti della vita.
Tutto il seminario si svilupperà nell’imparare ad incontrare gli altri senza perdere sé stessi.
L’obbiettivo è un percorso di crescita interiore permanente che ci svincoli dalle male abitudini comportamentali che sovente ci portano a ripetere le medesime situazioni di infelicità e a rimanere bloccati senza poter soddisfare le nostre aspettative sentimentali.

 

Filo conduttore:
Self-awareness Growing Process / Il metodo Self

LA “QUINTA VIA”
Evoluzione del percorso Gurdjeffiano

È passato quasi un secolo dalle rivoluzionarie e allo stesso tempo antiche intuizioni di Gurdjieff sull’Evoluzione Interiore. La sua codificazione dello stato di sonno e della possibilità dell’essere umano di risvegliarsi ha cambiato l’approccio divenuto pressoché psicologico allo sviluppo della coscienza. Molte sue teorie possono essere definite discutibili, ma l’anima del suo percorso resta una tappa fondamentale dell’evoluzione interiore dell’uomo.

Ciò che, però, penso in questo preciso momento storico e alla luce di percorsi differenti da quello Gurdjieffiano, dalle nuove scoperte della fisica e dell’astronomia, mi induce ad affermare che un essere umano abbia una struttura ed un carattere plasmati non solo da eventi esterni a partire dalla sua nascita, ma anche di peculiarità individuali e memorie spiccate, che esiste un processo che non sia solo parte dell’essere umano come individuo, ma possa far parte di gruppi più ampi di individui che si aiutino l’un l’altro nel percorso di sviluppo e possano creare un centro magnetico capace di influenzare l’evoluzione della coscienza globale. Che non sia quindi la meccanicità conservativa della natura a rendere impossibile un’evoluzione globale e che ogni uomo abbia una responsabilità non solo individuale, ma anche globale nel suo percorso di comprensione e conoscenza.

Per questo, il Metodo Self, che porto avanti da trent’anni, non ha una struttura definita e fissa e fa uso delle conoscenze e delle metodologie apparentemente più lontane fra di loro, senza costituirne una con la pretesa che possa spiegare e risolvere tutto. Ho troppo spesso visto metodi che cercano di incasellare e costringere la realtà in schemi preconfezionati, ho visto spesso saltare a conclusioni e dare spiegazioni generaliste sull’evoluzione umana, aderendo a verità preconfezionate che hanno la pretesa di dare la verità su ogni cosa; tutti modi per evitarsi lo sforzo di indagare e di entrare in territori che spesso confondono le nostre certezze. Ma qualsiasi tipo di progresso, da quello scientifico a quello umanistico procede attraverso tentativi, incertezze e nuove visioni, altrimenti saremmo ancora al paleolitico. Questo è ciò che intendo per “quinta via”, se per un Sufi del tredicesimo secolo era la via dell’Uomo astuto, di colui che aveva superato le ideologie e le divisioni per andare nella piazza del mercato, per me oggi è anche la via dell’intelletto alto, della capacità attraverso un’intelligenza che si plasma continuamente di cambiare al meglio se stessi ed il mondo, liberandoci da ciò che limita la visione dalle idee preconcette rigide, dogmi e spiegazioni volgari e riduzionistiche della complessità della realtà umana. Per questo intendo il percorso individuale di crescita un continuo laboratorio, o come dicono gli americani “Lifelong learning”, un processo di apprendimento e crescita continuo ove poter sperimentare nuovi linguaggi interiori, nuovi modelli comportamentali e di percezione della realtà, ove poter trarre dalla millenaria esperienza pregressa più informazioni e modelli utili possibile.

Inauguriamo questa nuova modalità di incontro per dare la possibilità a coloro che sono interessati ad approfondire gli argomenti legati all’evoluzione interiore dell’Uomo.
La prima serata sarà introduttiva di altre ove focalizzare l’esperienza su un argomento specifico, in modo da creare un corpus di approfondimento di questo argomento. Questa modalità andrà avanti ininterrottamente per un anno,  ogni lunedì sera.

Di seguito l’elenco:

L’uomo automatico

Rendersi conto del proprio automatismo ridimensiona l’arroganza del nostro ego che ci crea l’illusione di avere in mano il nostro destino, sentire che è vera la realtà della meccanicità stimoli/ risposte del nostro vivere diviene così una grande opportunità per uscire dal fatalismo per prendere in mano le redini del nostro destino.

La grande esperienza accumulata in secoli di ricerca ci propone una visione dell’essere umano che oggi anche la scienza sta rivalutando, se pur con significati differenti, lo studio della mente come insieme di processi, del corpo e della sua memoria e della parte emozionale ci indicano una strada di comprensione ed anche di azione su noi stessi. Importante in questo percorso è imparare come sia prezioso, da un lato, il sogno e l’immaginario che possono portarci a progettare e costruire la nostra esistenza e dall’altro come i medesimi strumenti possano portarci nell’illusione e nella dispersione delle nostre energie fattive.

Non ci sono eventi in arrivo al momento.
La rivoluzione interiore

Quando Eva sceglie di disubbidire mette in atto il primo passo simbolico dell’intelletto, l’intelligenza disubbidisce all’automatismo e sceglie il territorio della libertà anche se più arduo e si costringe a scegliere coscientemente per sopravvivere invece di affidarsi ciecamente all’istinto programmato della sopravvivenza animale.

Inizia così a vedere davvero se stessa ed inizia anche immediatamente ad identificarsi con se stessa, essa deve sapere chi è per posizionarsi di fronte alle sfide da risolvere e di concerto la mente inizia a produrre scenari peggiorativi per metterla in allerta.

Questa l’interpretazione di un simbolo che ci porta a ciò che siamo adesso, siamo in grado oggi di proseguire sulla strada delle “rivoluzione interiore” di disubbidire alle identificazioni e alle emozioni negative che nascondono il nostro vero sé e di nuovo scegliere la libertà?

Non ci sono eventi in arrivo al momento.
Vivere nel presente

Che altro tempo davvero esiste se non il presente? I fisici ci dicono che il tempo per come lo computa la nostra mente non esiste, che esiste la legge entropica che dimostra che gli eventi e le cose procedono verso il caos e il disordine sino ad arrivare ad uno stato uniforme, ci dicono che la nostra mente computa il tempo attraverso l’esperienza e che spesso confonde tempo e spazio. Sino a portare la nostra percezione ad ancorarsi nel passato o a proiettarsi continuamente nel futuro.

Ma le realtà è che il tempo è come una cornice che possiamo definire presente continuo all’interno della quale esistono le leggi che, fino ad ora, conosciamo. La tradizione millenaria della meditazione o degli stati di presenza incita il ricercatore a stare il più possibile aderente al presente, al luogo ove totalmente accadono le cose a non indugiare nelle visioni virtuali che la mente proietta continuamente sopra lo schermo della realtà.

Vivere nel presente significa esserci completamente e godere oneri e onori di ciò che l’esistere propone, ma significa anche avere in mano le chiavi delle proprie libere scelte.

La capacità di scegliere
Molti sono intrappolati in luoghi comuni e preconcetti, in convinzioni che generano limitazioni interiori, che tirano continuamente il freno, con la brutta abitudine di ingigantire continuamente gli aspetti negativi delle situazioni.

Sentiamo sempre più parlare di depressione, attacchi di panico, disturbi da stress, tutte patologie ormai diventate parte integrante della società moderna, vediamo in noi stessi la fatica quotidiana, per molti la vita che dovrebbe essere piena di gioia e soddisfazione si riduce in una vuota rutine. Se si acquisisce consapevolezza di questi processi automatici si fa il primo e fondamentale passo verso la propria felicità.

La felicità è una sensazione ineffabile e non duratura, individuale e incostante, per questo è fondamentale imparare a scegliere ciò che ci porta verso il benessere. Per far questo è necessario imparare ad accordarsi con l’inevitabile cambiamento dell’esistere, esiste una via di cuore per non andare in conflitto con le situazioni del vivere, una via che non si deprime dai fallimenti, ma ne trae forza, che fa crescere anche nelle difficoltà, autostima e fiducia in sé stessi. Si può dunque divenire artefici del proprio destino, se ce lo concediamo si può ritrovare la gioia di vivere.

Per costruire qualcosa è fondamentale 'essere'
Il più grande errore è credere che l’uomo abbia un’unità permanente. Un uomo non è mai uno. Continuamente egli cambia. Raramente rimane identico, anche per una sola mezz’ora.” Georges Ivanovič Gurdjieff 

L’Uomo ha in sé grandi possibilità e qualità, esse vanno riconosciute e sollecitate evitando gli inganni dell’ego. Per ritrovare unità interiore è necessario iniziare a smettere di mentire a sé stessi, si parte dall’osservare il funzionamento della macchina e cosa significa la spinta dell’energia sessuale nel creare uno stato di condizionamento, per poi iniziare una serie di scelte personali diretti alla propria unità, ad “essere” veramente.

Frammenti di un insegnamento sconosciuto
Non è possibile esprimere la verità; se ne può soltanto far cenno, spingere a pensarci. Ma ognuno deve scoprire la verità da sé. “La verità altrui” è peggiore di una bugia, perché si tratta di due bugie. “—  Pëtr Dem’janovič Uspenskij 

L’insegnamento è sconosciuto non perché sia nascosto volutamente, semplicemente perché l’Uomo identificato non lo percepisce, l’insegnamento in verità è palese e nasce constatando le condizioni oggettive della propria esistenza, egli è immerso nella nebbia di “avidyā”.

“Avidyā”, in sanscrito significa ignoranza. L’ignoranza implica un continuo processo di auto-inganno, il non rendersi conto che la cupidigia, l’odio e la continua identificazione con il proprio ego, sono fonte di dolore. L’ignoranza comporta l’accettazione dell’inganno come “normalità”, chi è completamente immerso nella nebbia di “avidyā” , non si vede e non vede gli altri, non compie alcuno sforzo per la propria liberazione interiore e insulta qualsiasi tentativo altrui.

La via dell’Uomo Astuto
La tradizione della cosiddetta “quarta via”, cioè dell’Uomo che sceglie di fare il suo percorso nella “piazza del mercato” cioè dove si svolge la propria esistenza, veniva chiamata dai Sufi la via dell’uomo astuto, cioè di colui che non indugia e che è sufficientemente intelligente ed evoluto da poter vivere senza alcun segnale che lo distingua da altri. Che fa della sua vita, famigliare, sociale e relazionale un’opportunità.

Essere in relazione con il mondo, sviluppare la capacità trovare continuità e forza nelle diverse azioni che compiamo, nel lavoro, nel divertimento, con i partner, i colleghi, la famiglia diviene un’opportunità se lasciamo crescere le nostre potenzialità senza aver paura di essere noi stessi e non l’imitazione di qualcun altro.

La quinta via, esistere e vivere nel mondo attuale
La crescita interiore determina la capacità di assumersi le proprie responsabilità e di cogliere le opportunità date dai momenti di crisi. Di imparare davvero dalle proprie esperienze di essere al centro della propria vita per incrementando in modo esponenziale la capacità di imparare.

Nel cogliere l’energia dei cambiamenti imparando a non averne paura, sviluppando la capacità di trasformare il parlottio interiore in parole potenti e cariche di energia dando così forza alla propria parola. Questo mondo ci chiede molto, sta a noi decidere se sottostare supinamente alle sue richieste o diventare registi del proprio vivere, il gregge spesso ci dà la sicurezza del modo comune di vedere sé stessi, ma è questa di controllo che ci fa perdere di vista la benedizione della nostra libertà interiore.

Non sedare il tuo fuoco interiore, semplicemente perché non sai come dirigerlo. Sei abituato a spegnere le fiamme e lo fai scegliendo le vie di minor attrito, vie che spesso non sono le migliori.

 

 

Serate, seminari e incontri per lo sviluppo delle capacità personali e l’evoluzione interiore

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