Archivi tag: Sauro Tronconi

Estasi e stati di coscienza elevata – Torino

Seminario del Metodo Self

L’estasi appartiene alla spontaneità e lo vediamo nei bimbi a cui basta un nonnulla per sentire gioia ed ogni loro istinto diviene positivo e costruttivo. Se abbiamo il coraggio di sentire noi stessi, nel presente, l’estasi del vivere comincia a rifiorire in noi, poiché la vita di per sé è estasi, mentre noi la copriamo sotto rigide regole comportamentali, sotto idee pesanti ed automatiche.

Recuperare la consapevolezza dell’istante, liberandoci dai rimpianti del passato e dalle aspettative per il futuro, ritrovare in se stessi e non fuori di sé, come disperatamente fanno i più, è riappropriarci di quella freschezza che poi nel quotidiano cambia davvero la vita.

Cambia la vita, perché ci ricollega alla fonte primaria dell’esistenza, che possiamo trovare solo in noi conducendoci, semplicemente all’estasi del vivere.

Eroi, prostitute e uomini confusi – Il teatro dell’esistenza – Treviso

Seminario del Metodo Self

Dalla nostra personalità multiforme nasce una ridda di personaggi che si passano il testimone in varie fasi della nostra vita.
Del resto è auspicabile poter vivere più vite all’interno di una sola vita, ma quello che importa è che anche cambiando veste si rimanga in “se stessi”.
Divertente seminario per mettere in evidenza aspetti automatici della nostra personalità  frontale ed anche per togliere le inutili identificazioni ipnotiche che a volte ci restano appiccicate addosso, lo faremo con ironia e piacere dissacratorio, andando a trovare questi personaggi negli anfratti della nostra personalità.

Sono fiero di me – Empatia della comunicazione – Imola

Serata del Metodo Self
Lunedì 1 luglio – Imola

Quando siamo semplicemente individui reattivi e inconsapevoli, guidati dalle esigenze esteriori e dalla meccanicità degli eventi siamo solo apparati riceventi. Iniziare a trasmettere e a scegliere ciò che riceviamo dipende dal nostro stato di veglia. Empatia significa comunicazione emozionale veloce e oltre il linguaggio comune, una facoltà che è certamente nelle nostre corde a patto di darsi la possibilità di sentire se stessi profondamente.

 

Quinto incontro del nuovo Percorso di serate del Metodo Self:

Sono fiero di me

Per avere una vita dignitosa e soprattutto indipendente, per prima cosa è importante imparare ad ascoltare gli altri, anche le critiche, senza perdere la propria determinazione. Ascoltare e saper mettere a frutto l’opinione degli altri non significa difendere sino allo stremo il proprio ego.
È dunque importante rendere forte la propria autostima non facendola completamente appoggiare sulla propria personalità frontale ma anche sulla percezione reale di se stessi e delle proprie capacità.

Pedagogia della quarta via – Gli insegnamenti di Gurdjieff per l’uomo contemporaneo – Venezia

Pedagogia della quarta via
Gli insegnamenti di Gurdjieff per l’uomo contemporaneo

L’insegnamento della quarta via, proprio per la sua dinamica variabilità, il suo adattarsi alla società e al ritmo di vita degli uomini in ogni momento storico si può definire a pieno titolo una disciplina umanistica. È lo studio dell’uomo nella sua interezza, nel suo intero ciclo di vita, si adatta ad ogni periodo della vita, si occupa degli approcci relativi a tutti i compiti evolutivi dello sviluppo.

Serve dunque l’approccio teorico, lo studio delle basi del processo in cui da individuo semiconscio e alieno a se stesso l’Uomo può divenire cosciente di sé. Serve anche l’approccio pratico per portare l’antico insegnamento a nuova vita nella quotidianità.

Un seminario di studio, di pensieri/memi antichi, che diventano nuovi e agiscono con nuova energia vitale.

Obbiettivi/risultati

Imparare a coltivare in se stessi e nella propria esperienza di vita l’educazione alla libertà interiore, allo stato di veglia, alla sperimentazione di un livello diverso di capacità mentali e mnemoniche.

La spiritualità del corpo – Trieste

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La spiritualità del corpo
Dalla spiritualità alla bioenergetica passando dal corpo

Di solito non si definisce la nevrosi come paura della vita, ma è proprio questo che è: il nevrotico ha paura di aprire il proprio cuore all’amore, paura di scoprirsi o di farsi valere, paura di essere pienamente se stesso.” Alexander Lowen

Al di là dell’ideologia, quando un individuo inizia a diventare più sensibile, ad avere una percezione della sua vita più intensa e profonda, apre una porta che inizia a veicolare una enorme quantità di energia e relazione con ciò che lo circonda, con la sensazione di perdere quel controllo legato al suo io e alla sua identità che tanto faticosamente ha costruito nel corso della sua vita. Ha l’impressione di essere trascinato fuori dal suo spazio di sicurezza, dai suoi limiti. Essere più vivi e vere più sentimenti fa paura. Se una persona è sana vuole essere più viva e sentire di più ed è normale avere paura del cambiamento.

Cambiare, crescere, evolvere significa prima di tutto accettare di sentirsi; Lowen ci indica la strada maestra, il corpo: è dal corpo che si deve iniziare ad avere percezione di Sé, il corpo non mente e vive nel presente pur avendo una profonda memoria. Normalmente, l’individuo che riesce ad abbattere in modo significativo gli attriti determinati dalle spinte interiori, si scuote dal suo torpore in relazione ad eventi eclatanti o a shock, questo individuo ha ben registrato in automatico che sentire ed essere vivi lo pone in una situazione di crisi e ne ha paura, una paura che normalmente non si palesa direttamente. Molti sviluppano sistemi anestetici si affaccendano continuamente per non sentire, diveniamo frenetici ingigantendo i problemi quotidiani e trasformandoli in nevrosi per non incontrare noi stessi ci teniamo occupati con problemi che dobbiamo far diventare sempre impellenti, non contenti cerchiamo di appesantire il coperchio sulla nostra essenza con droghe di ogni tipo dall’alcool agli psicofarmaci, bloccando ogni spinta evolutiva interiore che diviene fonte di sofferenza perché ci ostiniamo a combattere e reprimere la nostra natura profonda che è sempre evolutiva.

Poi la ciliegina sulla torta è data dal fatto che ci convinciamo e cerchiamo continui rafforzi esterni per confermarci che la vita sia da dominare, da piegare alle nostre esigenze, senza comprendere che null’altro facciamo che spegnere la parte più importante e vitale del nostro essere. Crediamo che abbandonarsi alle emozioni sia pericoloso, siamo tenuti a dimostrare di essere e non a essere realmente, fare di più e sentire di meno, la frenesia come realtà di vita mentre ci illudiamo che questo ci renda felici e dia un senso alla nostra esistenza.

Alexander Lowen ritrova il corpo, dice chiaramente che noi siamo prima di tutto corpo nel mondo e cerca attraverso la semplicità e la chiarezza del corpo di liberare le emozioni e le spinte evolutive più potenti, in qualche modo inverte il processo, non più vedere solo l’uomo attraverso la mente o attraverso la coscienza, ma dal corpo alla coscienza di sé.

• Il grounding di Lowen diviene integrale se cominciamo a percepire noi stessi, i nostri processi, l’insieme di ciò che siamo. Il grounding diviene un simbolo, come direbbe Jung, del nostro rapporto con la realtà.

• La pancia e la respirazione addominale. L’approfondire la respirazione, l’allentare le tensioni che costringono le pulsioni dell’energia sessuale, come indica Lowen diventano simbolo di soddisfazione, felicità, affettività completezza vitale e intelligenza del vivere.

• Il mio corpo nel mondo è accettazione della materia, ma diviene anche attraverso la percezione di se stessi, non solo mentale ma anche di emozione e sensibilità, individuo reale nel mondo.

• La spiritualità non è più un elemento distaccato e mentale del nostro vivere ma parte integrante della realtà, una vela che ci spinge verso nuove mete da esplorare.

Oltre la Grande Paura – Treviso

Oltre la Grande Paura

Seminario Speciale del Metodo Self

La paura della morte e la sua inevitabilità sono stati i fenomeni dominanti che hanno permeato tutta l’umanità dalle origini più remote fino ai giorni nostri.
Nell’antichità il fenomeno della morte veniva utilizzato come grande esperienza costruttiva ed in Oriente veniva esplorato scientificamente attraverso lo sperimentare di migliaia di ricercatori.
Col passare del tempo è completamente scomparso il rispetto, il mito e il significato profondo che nell’antichità si esplicava con le cerimonie funebri e nel culto dei morti.

In questa fine secolo data la forte mancanza di punti di riferimento l’uomo moderno tenta disperatamente di rimuovere il fenomeno della morte, ma si trova sempre più impaurito e in uno stato di trance. Una trance collettiva che al momento inevitabile dell’uomo con la morte ci trova spiazzati e impreparati, snaturando così il profondo significato della vita. 
La grande paura della morte viene pertanto frantumata in tante piccole paure che si insinuano nella vita dell’individuo: la paura del buio, del vuoto, dell’aereo, l’ipocondria, la claustrofobia, ecc…
Un meccanismo naturale di protezione si trasforma in una serie di blocchi che spesso impedisce una vita piena e consapevole.

La rimozione sistematica dell’idea di morte della coscienza dell’uomo moderno non aiuta ad eludere i problemi, ma spinge ancora di più nell’inconscio la Grande Paura, allontanandolo ulteriormente dalla piena accettazione della vita.

In questo seminario seguiremo un percorso di osservazione profonda fino alle radici della nostra paura della morte, attraversando ed esplorando le radici culturali occidentali e orientali.
Cercheremo, lavorando sia in gruppo che singolarmente, di sperimentare la visione culturale occidentale della morte attraverso i miti e la filosofia dei Greci, la religione cattolica, la visione scientifica e contemporaneamente approfondiremo la visione millenaria orientale.
Sarà un lungo lavoro di consapevolezza e di accettazione, un passo fondamentale per il ricercatore che vuole seriamente lavorare su se stesso.

Siamo impauriti dalla morte perché non la osserviamo veramente per quello che è e significa; questo seminario può essere il primo passo per accettare questo evento culminante della vita.

Sono fiero di me – Essere autonomi – Imola

Serata del Metodo Self
Lunedì 17 giugno – Imola

L’autonomia interiore è la base per l’autonomia esteriore. Quando siamo dipendenti dalle opinioni altrui e dai giudizi, quando dentro di noi abbiamo insediato un tribunale permanete che segue in automatico pregiudizi e preconcetti, allora abbiamo perso ogni possibile libertà ed autonomia.

 

Quarto incontro del nuovo Percorso di serate del Metodo Self:

Sono fiero di me

Per avere una vita dignitosa e soprattutto indipendente, per prima cosa è importante imparare ad ascoltare gli altri, anche le critiche, senza perdere la propria determinazione. Ascoltare e saper mettere a frutto l’opinione degli altri non significa difendere sino allo stremo il proprio ego.
È dunque importante rendere forte la propria autostima non facendola completamente appoggiare sulla propria personalità frontale ma anche sulla percezione reale di se stessi e delle proprie capacità.

La spiritualità del corpo – Forlì

Photo on Foter.com

La spiritualità del corpo
Dalla spiritualità alla bioenergetica passando dal corpo

Di solito non si definisce la nevrosi come paura della vita, ma è proprio questo che è: il nevrotico ha paura di aprire il proprio cuore all’amore, paura di scoprirsi o di farsi valere, paura di essere pienamente se stesso.” Alexander Lowen

Al di là dell’ideologia, quando un individuo inizia a diventare più sensibile, ad avere una percezione della sua vita più intensa e profonda, apre una porta che inizia a veicolare una enorme quantità di energia e relazione con ciò che lo circonda, con la sensazione di perdere quel controllo legato al suo io e alla sua identità che tanto faticosamente ha costruito nel corso della sua vita. Ha l’impressione di essere trascinato fuori dal suo spazio di sicurezza, dai suoi limiti. Essere più vivi e vere più sentimenti fa paura. Se una persona è sana vuole essere più viva e sentire di più ed è normale avere paura del cambiamento.

Cambiare, crescere, evolvere significa prima di tutto accettare di sentirsi; Lowen ci indica la strada maestra, il corpo: è dal corpo che si deve iniziare ad avere percezione di Sé, il corpo non mente e vive nel presente pur avendo una profonda memoria. Normalmente, l’individuo che riesce ad abbattere in modo significativo gli attriti determinati dalle spinte interiori, si scuote dal suo torpore in relazione ad eventi eclatanti o a shock, questo individuo ha ben registrato in automatico che sentire ed essere vivi lo pone in una situazione di crisi e ne ha paura, una paura che normalmente non si palesa direttamente. Molti sviluppano sistemi anestetici si affaccendano continuamente per non sentire, diveniamo frenetici ingigantendo i problemi quotidiani e trasformandoli in nevrosi per non incontrare noi stessi ci teniamo occupati con problemi che dobbiamo far diventare sempre impellenti, non contenti cerchiamo di appesantire il coperchio sulla nostra essenza con droghe di ogni tipo dall’alcool agli psicofarmaci, bloccando ogni spinta evolutiva interiore che diviene fonte di sofferenza perché ci ostiniamo a combattere e reprimere la nostra natura profonda che è sempre evolutiva.

Poi la ciliegina sulla torta è data dal fatto che ci convinciamo e cerchiamo continui rafforzi esterni per confermarci che la vita sia da dominare, da piegare alle nostre esigenze, senza comprendere che null’altro facciamo che spegnere la parte più importante e vitale del nostro essere. Crediamo che abbandonarsi alle emozioni sia pericoloso, siamo tenuti a dimostrare di essere e non a essere realmente, fare di più e sentire di meno, la frenesia come realtà di vita mentre ci illudiamo che questo ci renda felici e dia un senso alla nostra esistenza.

Alexander Lowen ritrova il corpo, dice chiaramente che noi siamo prima di tutto corpo nel mondo e cerca attraverso la semplicità e la chiarezza del corpo di liberare le emozioni e le spinte evolutive più potenti, in qualche modo inverte il processo, non più vedere solo l’uomo attraverso la mente o attraverso la coscienza, ma dal corpo alla coscienza di sé.

• Il grounding di Lowen diviene integrale se cominciamo a percepire noi stessi, i nostri processi, l’insieme di ciò che siamo. Il grounding diviene un simbolo, come direbbe Jung, del nostro rapporto con la realtà.

• La pancia e la respirazione addominale. L’approfondire la respirazione, l’allentare le tensioni che costringono le pulsioni dell’energia sessuale, come indica Lowen diventano simbolo di soddisfazione, felicità, affettività completezza vitale e intelligenza del vivere.

• Il mio corpo nel mondo è accettazione della materia, ma diviene anche attraverso la percezione di se stessi, non solo mentale ma anche di emozione e sensibilità, individuo reale nel mondo.

• La spiritualità non è più un elemento distaccato e mentale del nostro vivere ma parte integrante della realtà, una vela che ci spinge verso nuove mete da esplorare.

Il sentiero della libertà – 8 principi per divenire uomini liberi – Milano

IL SENTIERO DELLA LIBERTÀ
8 principi per divenire uomini liberi

Seminario del Metodo Self

E’ importante ricordare come alcune verità non sono patrimonio di una religione o di una casta. In questo seminario riprenderemo la tradizione buddhista che è patrimonio dell’umanità.
Alcune cose espresse da Buddha sono riscontrabili in tradizioni precedenti ed hanno collegamenti anche con la tradizione presocratica.

Quello che vogliamo fare in questo seminario è rinnovare le riflessioni e le indicazioni che ci arrivano da quei lontani periodi e svilupparli nella nostra contemporaneità.

• Consapevolezza del nostro stato di esistenza

• Comprensione della sofferenza e delle sue cause

• L’ignoranza produce i veleni della mente

• Osservare come i veleni della mente producono continui conflitti dentro di noi

• Riconoscere il proprio sentiero e interrompere i processi distruttivi

• La giusta misura

• La fiducia in noi stessi che deriva dalle nostre azioni nel mondo

• aprire le porte della coscienza e del libero arbitrio

Sono fiero di me – Amarsi per essere amati – Imola

Serata del Metodo Self
Lunedì 3 giugno – Imola

“Ama il prossimo tuo come te stesso” non è solo un’azione altruista, ci parla di una condizione fondamentale nello sviluppo interiore, la capacità di amarsi. Un amore dato a se stessi nel senso più alto, non certo come atto egoistico, ma come relazione con il cosmo e la bellezza.

 

Terzo incontro del nuovo Percorso di serate del Metodo Self:

Sono fiero di me

Per avere una vita dignitosa e soprattutto indipendente, per prima cosa è importante imparare ad ascoltare gli altri, anche le critiche, senza perdere la propria determinazione. Ascoltare e saper mettere a frutto l’opinione degli altri non significa difendere sino allo stremo il proprio ego.
È dunque importante rendere forte la propria autostima non facendola completamente appoggiare sulla propria personalità frontale ma anche sulla percezione reale di se stessi e delle proprie capacità.