Sauro Tronconi

Sauro Tronconi ha iniziato la sua ricerca davvero molto giovane, a 21 anni nel primo viaggio in quell’India che era la porta di accesso alla cultura Orientale che, a differenza di quella Occidentale, si era sviluppata attraverso la ricerca interiore e la meditazione.

Una ricerca interiore così diversa da quella psicologica che imperava in occidente e che era divenuta ed è tutt’ora la chiave di lettura occidentale della realtà. In quel primo viaggio inizia una serie di incontri che segneranno il percorso che continua ancora oggi. Un grande Maestro di vita incontrato in quel periodo e conosciuto in tutto il mondo fu Osho Rajneesh, allora Bhagwan Shree Rajneesh, in quell’epoca in cui ancora era possibile un rapporto diretto, impossibile dopo il 1981. L’incontro con Osho e col grande esperimento che avveniva in quell’epoca a Poona, gli sviluppa la chiara consapevolezza che solo colui che impara a conoscere se stesso in chiave non analitica, ma sa osservarsi e percepirsi nel presente della propria vita, ha possibilità di evoluzione.

Prendono così il via i suoi viaggi alla ricerca di quella evoluzione fra oriente ed occidente che lo portano in America a proseguire i suoi studi, sempre connessi alla sua sperimentazione personale, sulle orme dell’antipsichiatria di Cooper e Laing e l’incontro di uno degli altri suoi grandi Maestri, Alexander Lowen il padre di quella geniale intuizione che è la bioenergetica col quale partecipa ad un percorso di oltre due anni, al termine del quale inizia a condurre gruppi esperienziali sull’attenzione e sull’autoconsapevolezza, attività che non ha più abbandonato nonostante i viaggi di ricerca e di studio.

Fra il 1983 e il 1985 è in California e assiste al fiorire della New Age a Esalen estremista ed eccessiva e alla Scuola di Palo Alto che introduce ad uno studio della psicoterapia che parte dal “qui e ora” e dalle dinamiche relazionali. Nello stesso periodo segue a Portland un percorso di Psicologia umanistica.

Ma è ancora l’Oriente a integrare l’aspetto prettamente psicanalitico, se pur alternativo, ad una dimensione più ampia. Dopo il 1985 continua a fare ricerche in India e nel Tibet Indiano ritrovando ed applicando antiche metodologie di esplorazione della coscienza come il “Jatismaran” e recupera diverse tecniche di regressione ipnotica.

Compie ricerche sui campi vibrazionali dei mantra tibetani e dei bija connessi ai vari punti del corpo che sfoceranno negli anni ’90 in un metodo descritto con ampi approfondimenti storico-culturali in un libro il “Tibetan Vibration“, grazie anche ad una traduzione dell’Istituto Russo di Cultura e dell’Unesco delle antiche tavole di medicina tibetana chiamate “il berillo azzurro”.

Nei primi anni ’90 entra in contatto con il Reiki in California; insoddisfatto delle spiegazioni miracolistiche al limite del superstizioso che venivano fornite, ma comprendendo il valore del metodo, cerca un approfondimento direttamente alla fonte avendo come Insegnante uno degli ultimi Maestri Giapponesi depositario dell’antica disciplina del Reiki-Do, il Rev. Gyo Yakada Hizuguchi, divenendo il terzo Maestro in linea diretta dal 1932.

Dopo la metà degli anni ’90 inizia ad occuparsi di ricerche antropologiche inserite nel contesto archeologico e della trasmissione simbolica della conoscenza attraverso le differenti culture. Una ricerca che prosegue tutt’ora e si integra sempre più con le nuove scoperte della fisica. Ed è proprio dalla fine degli anni ’90 che abbandona la saggistica e inizia a scrivere racconti che “parlano ad un livello di coscienza più emozionale che razionale”.

La rivista scientifica americana Psychological Reports, pubblica nel 2010 una ricerca condotta in collaborazione con il Dott. Giuseppe Visani ematologo e ricercatore e il Dott. Piero Venturi Department of Psychiatrics Ospedale Regionale “Sandro Pertini”, intitolata: “Self-Awareness training associated with personalità traits and sex: a pilot study“. Questa ricerca condotta con basi rigorosamente scientifiche su un ampio campione di persone che si dedicano alla ricerca interiore, evidenzia le influenze che avvengono a livello fisico e cognitivo in tempi relativamente brevi del lavoro di meditazione e presenza.

Negli ultimi 30 anni migliaia di persone hanno sperimentato, applicato e studiato i diversi metodi che Sauro Tronconi ha creato. Ma non esiste un punto di arrivo. L’esistenza si muove e cambia continuamente, così come continua il piacere della ricerca e della scoperta continue, perché il senso non sta nel raggiungere una meta, ma nel percorrere il viaggio.

www.saurotronconi.it

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