Descrizioni e approfondimenti dei Seminari

Puoi sperimentare il Metodo Self in diverse tipologie di evento:
serate di due ore,  giornate di sei ore, seminari di due giorni o residenziali di più giornate.
Sei interessato e vuoi provare? Contattaci!
Scegli tu i seminari ed il percorso che vuoi seguire, a seconda dei tuoi interessi o delle località a te più vicine o facili da raggiungere.

(Testi in aggiornamento – stiamo completando l’inserimento del nuovo programma, che puoi anche scaricare in .pdf)

Introduzione al programma 2019I seminari fondantiL’armonia nascosta
Da Eraclito e Pitagora come pensare in modo reale nel presente

Conoscersi e conoscere, comprendere le dinamiche della relazione con se stessi e con il mondo, ritrovare un senso della vita a volte smarrito, coltivare quella spinta spirituale insita in tutti gli esseri umani senza aderire ad un credo o ad una religione… forse semplicemente imparare a “star bene” e ad “essere nel luogo giusto al momento giusto”.
Il Metodo Self nasce proprio da questa esigenza e per praticarlo occorre semplicemente “non credere”, non cercare inutili soluzioni buone per tutti, ma avere il coraggio e l’intelligenza di percepirsi
come individui unici alla ricerca della propria strada nella vita e nel mondo.

Sauro Tronconi, creatore di questo Non-Metodo, ama dire: ”funziona solo se non ci credi” perché fondamentale è la differenza fra credere ed avere fiducia. Il credere ti annulla in funzione di una ideologia o di una religione. La fiducia presuppone invece imparare a vedere se stessi, poi iniziare a fidarsi delle proprie azioni, creando una solidità interiore che ti apre agli altri e al mondo senza troppe paure, perché sai di poter contare sempre su di te.
Ma per essere consapevole non puoi usare solo la mente, la lettura, il ragionamento, la riflessione; per essere consapevole devi usare tutto te stesso, il corpo, la mente, le emozioni, i pregi e i difetti, le
esperienze passate e presenti, belle o brutte che siano.

Devi imparare a vedere il mondo con occhi nuovi o meglio con i tuoi occhi invece che con quelli degli altri; devi imparare ad essere morbido e solido al tempo stesso come una canna di bambù che nemmeno un forte vento riesce a spezzare.
Ma soprattutto devi imparare a vivere nel presente senza rimpianti per il passato e illusioni nel futuro, perché solo nel presente puoi godere della tua vita.

Il Metodo Self ti accompagna in questo cammino. 
Ti offre strumenti ma non ti suggerisce scelte, perché la libertà sta proprio nella capacità di scegliere. Ti mette a disposizione strumenti per liberarti da quei condizionamenti che ammorbano la tua esistenza, ma non ti dirà mai come devi vivere o cosa devi fare.

 

Come nasce il Metodo Self e la ricerca di Sauro Tronconi

“Metodo Self” è un termine arrivato nel tempo come abbreviazione di un termine troppo lungo e farraginoso: Self Awareness Growing Process (Processo di crescita dell’auto-consapevolezza) che meglio descrive il vero significato. Il Metodo Self è in realtà quello che ho deciso di condividere della mia ricerca personale iniziata da quando
avevo poco più di vent’anni e che continua tutt’ora.
Per questo non è un metodo statico sempre uguale a se stesso, ma cambia e si evolve continuamente soprattutto in relazione al mio incontro con le persone, nei seminari, nelle conferenze e nella vita di tutti i giorni, a quello che accade nel mondo e alle mie ricerche che sono la vera passione della mia vita.
Non è un vero metodo perché ogni cosa che interagisce con persone diverse muta e genera stimoli differenti. (Sauro Tronconi)

Vi sono esperienze che sono alla base della formazione di ciascuno di noi. Il Metodo Self ha radici molteplici e quindi origini diverse, dalle quali ho tratto linfa per rendere completo e profondo il percorso di consapevolezza del sé. Se mancano le radici e le fondamenta nulla si può costruire, potremmo avere l’illusione di farlo ma, in breve, tutto si sgretolerebbe.
Queste fondamenta sono la percezione reale di noi stessi e di noi in relazione al mondo che ci circonda, una percezione che va continuamente “rinfrescata” per seguire il cambiamento incessante, che a volte ci spaventa, ma che è stimolo continuo alla nostra vita.

Per rendere possibile la costruzione delle basi ho ideato 6 seminari che ho chiamato “fondanti”, utili a chi si avvicina al lavoro, perché aiutano a scoprire se stessi, ma utilissimi anche per chi ha intrapreso da tempo questo percorso, perché troppo spesso appare scontato ciò che è nuovo ogni giorno.

Tre di questi seminari sono riconducibile agli insegnamenti di alcuni fra quelli che considero i miei Maestri:

• G.I.Gurdjieff per il senso della quarta via e della continua percezione di se stessi nella “piazza del mercato” , ovvero nella quotidiana confusione che ci circonda (Pedagogia della quarta via)

• Osho Rajneesh, per l’importanza del vivere nel “qui e ora” e accettarci per come siamo, imparando a non giudicare noi e gli altri (L’armonia nascosta)

• A. Lowen per la concreta integrazione fra corpo, mente, emozioni e sessualità e per comprendere che solo attraverso il corpo le esperienze diventano fattive e possono entrare a fondo dentro di noi (La spiritualità del corpo)

Gli altri tre sono di argomenti imprescindibili per ritrovarci in questo momento storico così veloce che lascia troppo in superficie:

• Il collegamento fra le nuove frontiere della fisica e le conoscenze empiriche delle antiche scuole (Tra fisica e coscienza: il tempo, il caos e le leggi della natura)

• L’importanza della Meditazione e il comprendere come sia possibile sperimentarla in una maniera perfettamente adatta alla nostra epoca (I segreti della meditazione)

• Conoscere le emozioni negative, i cattivi umori e tutto quello che ci avvelena, non per cancellarli ma per trasformarli e farli divenire nostri alleati nel percorso di consapevolezza e di evoluzione interiore (Liberarsi dai veleni della mente – gli anticorpi della  felicità).

Questi seminari saranno proposti pressoché in ogni città in modo da costruire, per chi volesse farlo, un percorso base di consapevolezza, utile per comprendere al meglio seminari più specifici che richiedono un po’ di allenamento ad incontrare se stessi in maniera inconsueta.

L’armonia nascosta

Da Eraclito e Pitagora come pensare in modo reale nel presente

“Il reale è sempre imprevedibile ed è sempre caotico. Qualsiasi ordine è imposto con la forza.
Nel caos esiste un ordine spontaneo che ha una sua bellezza. Ma, poiché è imprevedibile, non può essere controllato e l’ego ne resta spaventato. L’ego vuole sempre controllare ogni cosa: ama l’ordine e ha paura del caos. Il caos è la morte dell’ego, ma il divino è caos, ed è imprevedibile.”

La visione comune spesso confonde la staticità, l’immobilismo e l’apparente senso di sicurezza con l’armonia. Persino l’abitudine reiterata che ci porta sempre sulle stesse vie può sembrarci armonia.
L’armonia della realtà è differente, è un continuo cambiamento che genera incessantemente stimoli per osservarci e osservare. All’apparenza è caos, ma si tenta solo di tenere tutto sotto controllo perché è l’ego che vuole il controllo.

Ma è proprio nel creare brecce in quell’ego che desidera controllare tutto, che iniziamo a percepire l’armonia dell’esistenza.
E questo è l’insegnamento di Osho Rajneesh che attraverso la sua visione ci ha aiutato a creare le condizioni affinché ognuno possa mettere in luce la propria verità. Una visione in assonanza con ciò che Eraclito e Pitagora intendevano per filosofia, ovvero l’amore per la sapienza, cioè la capacità reale, oggettiva che si può generare nella nostra coscienza per leggere e agire nel mondo in maniera fattiva. Osho spinge alla pratica, alla meditazione che conduce alla trasformazione profonda della nostra visione, al fare il cambiamento di vita partendo dalla radice.
Ma soprattutto Osho ci insegna a passare da una visione psicologica della realtà, imperante in Occidente, ad una visione emozionale. Una visione che è possibile solo nel presente, per percepire la realtà e noi con essa attraverso le emozioni ancor prima che attraverso il processo mentale che ci porta ad analizzare e ci proietta continuamente nel passato o nel futuro.

Ritroveremo Osho come lo ha conosciuto Sauro Tronconi, suo allievo diretto dalla fine degli anni settanta sino alla sua morte, e arriverà un profumo potente di quell’armonia nascosta ai più che ha attraversato i millenni, poiché l’armonia è nascosta solo a chi non sa percepirla e la mente è in grado di percepire l’armonia solo quando è il cuore che sente.

Obbiettivi

• Trovare maggiore centratura e capacità di attenzione
• Percepire la meditazione come incontro profondo con se stessi
• Lucidità e chiarezza di visione

 

Approfondimenti

Una particolare comunità di intenti Ho incontrato Osho alla fine degli anni 70 e non ero certo interessato alla meditazione.
La mia ricerca era volta ai movimenti che in quegli anni rivoluzionavano il modo di vedere se stessi e la propria
evoluzione interiore: l’antipsichiatria con David Cooper e Ronald Laing, la psicologia umanistica di Abrham Maslow e Carl
Rogers e la gestalt di Fritz Pearls. L’unico posto sul pianeta che conteneva una sperimentazione attiva di tutto questo
era l’Ashram di Poona di Osho. Certo trovai quello che cercavo, ma trovai anche la meditazione.
Osho era un miracolo, non era solo quello che diceva, ma ciò che tutti noi creavamo assieme a lui in quel presente, un Buddha Field ove per un breve periodo si concentrarono simbolicamente gli sforzi
di tutto un pianeta e le speranze di innumerevoli uomini e donne di poter cambiare e migliorare la condizione umana.
Forse in quel momento ai più tutto questo non era chiaro, ma adesso è evidente che Osho innescò un grande, incredibile esperimento su scala planetaria e ancora non esisteva Internet; esisteva soprattutto
il passa parola. E fu così, parlando ad uno ad uno, che decine di migliaia di giovani e meno giovani arrivarono, come richiamati, da ogni angolo della Terra. Quando mi hanno chiesto che cosa avevo
imparato da Osho, diedi una risposta che il giornalista che all’epoca mi intervistava non capì: dissi che avevo imparato a non fidarmi di nessun tipo di discepolo, perché tutti i Maestri dell’umanità, in un
modo o nell’altro, sono stati traditi da coloro che erano loro più vicini.
Per me il più grande tradimento che si poteva fare a Osho non era “semplicemente” avvelenarlo o trasformarlo in una caricatura, era quello di sprecare l’occasione del suo messaggio. Tutti i Maestri
sono stati traditi dai discepoli, soprattutto da quelli che hanno costruito su parole di libertà una religione o una nuova gabbia dopo la morte del loro Maestro.
Ma questa è storia ormai, quello che rimane ora siamo noi, e forse con onestà e umiltà possiamo portare ancora avanti il messaggio di liberazione dalla schiavitù dell’inconsapevolezza.

Serate, seminari e incontri per lo sviluppo delle capacità personali e l’evoluzione interiore

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